SOS Centri per l’impiego: storia di una liberalizzazione

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In questi mesi si è parlato del reddito di cittadinanza, dei navigator, e soprattutto dei centri per l’impiego, che “non funzionano”, che “non hanno le banche dati in rete fra loro a livello nazionale”, che “non hanno tanti lavori da offrire”. Insomma: i centri per l’impiego hanno tanti problemi. Qui alcune interviste realizzate presso il Centro per l’impiego di Modena.

Come funziona il centro per l’impiego?
“Centro per l’impiego c’è un casino della madonna. Quindi se uno vuole fare le cose deve aspettare almeno due ore tre ore”

Funziona il centro per l’impiego?
“Ah funziona funziona… Ma non come lavoro. Funziona per questa burocrazia purtroppo per come siamo messi in Italia…”

“Per me funziona poco. E poi sono venuta a iscrivere mia figia e c’era una caterva di persone dentro che c’è da aspettare almeno 3 ore. Ma penso sia tutti i giorni così…”

“È proprio l’occupazione che manca dappertutto. Perchè vogliono troppe qualifiche. Purtroppo non è che tutti abbiamo le qualifiche”

“Funziona niente al centro per l’impiego. Vedi la fila… Ci sono 100 persone
Sempre gente aspetta. E il lavoro poi alla fine viene proposto? Quale lavoro?”

“Non assumono nessuno qua. Fai la domanda che sei disoccupato e basta”

“Non c’è lavoro . Proposta non ti mandano niente. Ma anche io sono due anni che lascio mio numero qua”

Ma dove arrivano questi problemi? I Centri per l’impiego non sono altro che i vecchi uffici di collocamento, le strutture che lo Stato gestiva in esclusiva per inserire le persone nel mondo del lavoro. Oggi i centri pubblici per l’impiego dipendono formalmente dalle Regioni. Poi nel 1997 succede una cosa. Non è importante sapere i nomi o i partiti che hanno sposato quelle politiche neoliberali, che magari più di 20 anni fa potevano essere un compromesso fra i bisogni della società e del singolo individuo.

Bacheca delle offerte di lavoro presso il Centro per l’impiego di Modena

In quell’anno il governo avvia una liberalizzazione del settore, e così apre le porte alle agenzie interinali che oggi molto spesso rapprsentano la normalità per chi vuole trovare o cambiare un impiego. Ma dopo 20 anni è possibile fare un bilancio: quelle politiche si sono rivelate sbagliate e gli effetti sono sotto gli occhi di tutti, perchè hanno portato in Italia la precarietà lavorativa. Non è che le cose sotto la gestione pubblica fossero perfette, ma aprendo il settore alle agenzie interinali lo Stato ha passato nelle mani dei privati un mercato miliardario. Prendendo i dati diffusi dall’associazione Assolavoro le società di somministrazione lavoro nel 2015 hanno superato un fatturato di 8 miliardi di euro. Il comunicato qui. E il settore è in costante crescita.

l comunicato diffuso da Assolavoro

Questa è stata la liberalizzazione di cui si è parlato meno nel nostro paese ma che ha cambiato per sempre la vita di generazioni di italiani.

Servizio di Marco Amendola