Tav, stroncatura della Corte dei conti europea

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UIC The worldwide railway organisation, 2018

Ma i #SiTav l’hanno letto questo documento?
Forse no perchè parla anche di come vengono spesi i loro soldi (come i miei).
Così ho voluto leggere l’indagine della Corte dei conti europea “custode delle finanze dell’UE” sulla rete alta velocità UE chiamata TEN-T, dedicando qualche ora al dossier di un centinaio di pagine che potrebbe semplicemente chiamarsi “La supercazzola della Tav” anche se il vero titolo è “Relazione speciale n.19 2018 La rete ferroviaria ad alta velocità in Europa non è una realtà, bensì un sistema disomogeneo e inefficace”. L’indagine è stata realizzata dal 25 gennaio 2017 al 4 maggio 2018, fornita ai parlamentari italiani il 2 luglio 2018, e realizzata prima dell’Analisi costi benefici di febbraio 2019, analizzando sette linee ad alta velocità completate in EU.

L’INDAGINE “SCOMPARSA”
Ma è un’indagine, quella della Corte dei conti europea a proposito del Tav, che non ha girato fra l’opinione pubblica; e che invece spiega chiaramente che il progetto nato per favorire la “politica di coesione e una sostenibile e inclusiva europea fra gli stati membri in seguito alla crisi petrolifera del 1974” è molto difficile che si realizzi.

PAGHERO’
L’indagine stronca tutte le promesse fatte per decenni dai sostenitori del Tav in quanto, oltre alla linea Torino-Lione, la situazione del TEN-T in Europa è tragica: “secondo quanto riscontrato dalla Corte, l’attuale piano a lungo termine dell’UE non è sostenuto da un’analisi credibile ed è improbabile che venga realizzato”.
Una pietra tombale su un sogno politico che vedeva l’Europa unita dalle super reti ad alta velocità.
Poi la Corte bacchetta gli spendaccioni decisori politici che invece di “effettuare una pianificazione realistica a lungo termine” hanno invece disegnato sulla cartina europea un progetto “non corroborato da un’analisi credibile” e senza “costi-benefici affidabili”. Nella foto sotto lo stato dei fatti per quanto riguarda il Tav in Europa (fonte: UIC The worldwide railway organisation, 2018)

Stato delle linee TEN-T TAV in Europa. Fonte: UIC The worldwide railway organisation, 2018

COSTI QUEL CHE COSTI
“Ma la Tav va fatta!”
Anche se per fare il Traforo del Brennero si è passati da 5,9 a 8,6 miliardi di euro.
Anche se per la Stazione di Stoccarda si è passati da 4,5 a 8,2 miliardi di euro.
E chi paga eventuali sforamenti?
Lo spiega chiaramente la Corte dei conti europea: “gli sforamenti sono a carico dei bilanci nazionali”. Quindi debito pubblico dentro al tunnel.

UNA SOLUZIONE C’ERA…
La Corte dei conti europea scrive che “l’altissima velocità” non è sempre necessaria e “la soluzione alternativa, che consisterebbe nel potenziare le linee convenzionali esistenti, spesso non è stata debitamente considerata, sebbene i risparmi conseguiti ricorrendo a tale opzione possano essere significativi”.

UN TRENO DI SOLDI
“L’UE ha investito, dal 2000, 23,7 miliardi di euro in infrastrutture ferroviarie Tav” e “per completare la rete globale occorreranno 1500 miliardi di euro” fino al 2050.
Il costo di una linea ad alta velocità “mista” (trasporto combinato di passeggeri e merci come la Torino Lione) “è maggiore rispetto a quello di una linea ad alta velocità per soli passeggeri. Anche i costi di manutenzione delle linee miste saranno più elevati, dato l’uso più intenso dell’infrastruttura”.
Se invece non viene raggiunta la velocità di progetto, salta la “sana gestione finanziaria”; e se non si raggiunge il trasporto di passeggeri previsto c’è “il rischio che il cofinanziamento UE a favore di queste linee sia utilizzato in modo inefficace è quindi elevato”.

I DUBBI SULL’IMPATTO AMBIENTALE
La Corte scrive: “anche se alta velocità apporta benefici ambientali […] tali linee potrebbero attraversare zone di valore ambientale, in cui i binari avranno un effetto barriera e […] potrebbero essere necessari decenni di funzionamento per compensare l’enorme volume di emissioni causate dalla costruzione di una linea ad alta velocità”. Sempre poi che si raggiungano i volumi di traffico previsti.

LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE
Non ho pregiudizi contro le grandi opere e infrastrutture, se queste servono al paese. Però se il Tav rete alta velocità europea è un modo indiretto di finanziare con i soldi pubblici i colossi delle costruzioni schiacciati dai debiti, o di soddisfare appetiti e interessi vari con scuse tipo “trasporto merci”, “connessioni intermodali”, “infrastrutture che servono allo sviluppo del paese”, questo deve essere detto chiaramente, perchè le bugie hanno le gambe corte.
Anzi la Corte dei conti europea l’ha messo proprio nero su bianco: “il monitoraggio del progetto da parte dell’INEA Agenzia esecutiva per l’innovazione e le reti (agenzia che ha sostituito TEN-T EA) si focalizza sulla costruzione in quanto tale e non riguarda né i risultati né l’utilizzo delle linee”.

Link utili:

Documentazione parlamentare Studi Camera – Trasporti, SEGNALAZIONE del 2 luglio 2018
https://temi.camera.it/leg18/post/OCD15-13327/corte-conti-ue-rapporto-sulle-linee-ferroviarie-ad-alta-velocita-ue.html

Indagine Corte dei conti europea on-line qui
http://publications.europa.eu/webpub/eca/special-reports/high-speed-rail-19-2018/it/

Download diretto indagine Corte dei conti europea qui: SR_HIGH_SPEED_RAIL_IT

Link download indagine Corte dei conti europea qui
https://www.eca.europa.eu/Lists/ECADocuments/SR18_19/SR_HIGH_SPEED_RAIL_IT.pdf

Di Marco Amendola