Giornata della memoria, un tragico sistema da non dimenticare

0
242

Il vero cuore pulsante del sistema era la Germania, la cui macchina bellica lavorava a pieno ritmo, grazie anche al lavoro obbligatorio dei prigionieri di guerra e degli operai prelevati dai paesi occupati. L’utilizzabilità economica degli asociali… uno sfruttamento economico attuato in modo scientifico per “la rigida attuazione del Piano quadriennale che richiede l’impiego di tutte le forze abili al lavoro”. Un trattamento particolarmente duro e inumano da parte del regime nazista fu riservato ai popoli slavi, considerati razzialmente inferiori e destinati, nei progetti di Hitler, a una condizione di semischiavitù. La persecuzione più orribile e più spietata fu consumata contro gli ebrei, da sempre considerati da Hitler, come il nemico principale e sottoposti in Germania, già prima della guerra, a una serie di crescenti vessazioni.

La “soluzione finale” del problema ebraico prevedeva la pura e semplice eliminazione fisica degli ebrei. Il sistema di sfruttamento, di terrore e di sterminio pianificato costruito dai tedeschi nell’Europa occupata portò alla Germania consistenti vantaggi: una inesauribile riserva di forza-lavoro gratuita, un flusso continuo di materie prime. I corpi di polizia tedeschi perseguivano oppositori politici al regime nazista, comunisti, migranti, omosessuali, zingari, dissenzienti. “A Buchenwald finirono almeno 200 individui ritenuti asociali, rientravano vagabondi, i mendicanti, i nomadi, individui con precedenti penali […] Dachau e Sachsenhausen vennero riempiti in misura crescente da cosiddetti asociali, criminali abituali, omosessuali e testimoni di Geova, individui ritenuti socialmente indesiderati. Nel 1937 Himmler, capo della polizia tedesca, ordinò l’arresto su tutto il territorio nazionale e la deportazione nei campi di concentramento di circa 2000 delinquenti abituali, renitenti al lavoro” (Frei, Lo Stato nazista, Laterza). Ben 600 mila furono i militari italiani che dopo l’armistizio dell’8 settembre furono fatti prigionieri dai tedeschi e deportati in Germania, senza contare i rastrellamenti condotti dai nazi fascisti in Italia come l’eccidio di Marzabotto, le Fosse Ardeatine, Sant’Anna di Stazzema.

Qui un breve estratto di “Notte e nebbia”, un documentario di Alain Resnais del 1956 che racconta – con fotografie e i filmati girati dai tedeschi – alcuni degli aspetti meno noti dello sterminio nazista (qui il doc completo)

“L’elemento in tutto questo più inquietante, come è venuto alla luce successivamente, nel corso delle indagini contro gli autori di quei crimini, è dato dall’evidente facilità con la quale, nel bel mezzo del mondo civilizzato degli uomini del ventesimo secolo, si potè ottenere il consenso per assassinare quasi impassibilmente altri uomini. E che per la stragrande maggioranza di quegli assassini si trattasse di persone colte è ancora più profondamente spaventoso […] Tutto ciò racchiude in sè dimensioni che attengono all’antropologia, alla sociopsicologia ed alla psicologia individuale, e solleva la questione di una possibile ripetizione di quei fatti sotto altre vesti ideologiche, e in situazioni e circostanze di nuovo realmente estreme o supposte tali” (Hillgruber, Il duplice tramonto. La frantumazione del Reich tedesco e la fine dell’ebraismo europeo, Il Mulino). Alcuni dei passaggi qui citati li ho ripresi da Giardina, Sabbatucci, Vidotto in L’età contemporanea, Laterza

Servizio e fotografie di Marco Amendola