Saldi, vince il fast fashion rispetto al piccolo commercio?

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Sabato 5 gennaio sono iniziati i saldi. Per curiosità sono andato in centro a Modena, in via Emilia, a vedere quali acquisti sono stati fatti dalle persone basandomi solamente sulle shopper dei negozi. Nei 15 minuti necessari a fare le foto – nel momento di massima affluenza alle ore 17 – ho visto soprattutto persone con shopper delle grandi catene di abbigliamento fast fashion e monomarca. Poche, invece, quelle dei negozi locali. Sono poi entrato in 3 catene monomarca e all’interno di queste, oltre all’affollamento nei reparti uomo e donna, c’era la fila alle casse. Discorso diverso per i piccoli negozi locali, sia quelli in via Emilia che nelle vie decentrate, dove ho visto alcune persone davanti alle vetrine e poche all’interno. Certo, i saldi possono rilanciare gli acquisti e i consumi; ma l’impressione è che a fare affari e fatturato – con i saldi e senza – siano sempre i soliti grandi brand globali che rispetto al piccolo commercio possono contare su economie di scala e capi d’abbigliamento fast fashion. Capi che scontati possono arrivare a costare qualche decina di euro in barba a qualunque discorso sul consumo consapevole. Servizio di Marco Amendola